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Welfare, il 97% degli italiani favorevole alle Case della comunità

www.redattoresociale.it, 11-04-2022

La survey La sanità che vorrei è stata realizzata nell'ambito dell'iniziativa Meridiano Sanità in collaborazione con Cittadinanzattiva. A prendervi parte, 1.119 cittadini italiani (58,4% donne e 41,6% uomini): il 60,7% con un'età compresa tra 51 e 74 anni e il 22,4% tra 31 e 50 anni. Il 48% occupato e il 40% in pensione. Il 41% proviene da Lombardia, Lazio e Veneto, il 37% abita in una grande città e il 33% in una città di provincia. Il 96,7% di loro è favorevole alle Case di Comunità, di cui i più giovani apprezzano anche la disponibilità dei servizi 12 ore al giorno, 7 giorni su 7. Chi invece presenta delle multicronicità vede nella Casa di Comunità anche un luogo di semplificazione del percorso di cura, nella direzione di maggiore attenzione alla promozione della salute, al supporto psicologico e al sostegno per la terza età e di garanzia della multidisciplinarietà della presa in carico e dell'integrazione con le altre strutture del SSN.

Dallo studio, è emerso che una delle figure centrali per il cittadino è il medico di medicina generale che si prevede svolga una parte del proprio orario di lavoro all'interno delle Case di comunità, in collaborazione con gli infermieri di famiglia e gli specialisti ambulatoriali. Il medico di medicina generale si conferma "figura chiave" per il cittadino che gli riconosce una profonda conoscenza della sua storia clinica e un grande livello di fiducia. Ambiti di miglioramento riguardano la possibilità per i cittadini di eseguire esami di diagnostica di primo livello e una maggiore disponibilità di orari di visita; è richiesto anche un maggior utilizzo di strumenti digitali per facilitare la comunicazione soprattutto tra gli studenti e tra coloro impossibilitati a lavorare a causa di patologie croniche.

In alcune Regioni, come il Friuli Venezia Giulia, la Basilicata e la Sicilia, si rileva una richiesta di un maggior utilizzo della telemedicina. Per il sondaggio, la farmacia rappresenta un altro "player chiave" all'interno della nuova assistenza territoriale che si va delineando. La pandemia, si legge nella nota, "ha portato a una forte accelerazione verso una piena attuazione della farmacia dei servizi, un attore indispensabile per costruire un nuovo modello di sanità basato sulla prossimità e sulla interconnessione, in coerenza anche con il Pnrr". A tal proposito, 3 cittadini su 5 sostengono che tra i servizi aggiuntivi da erogare in farmacia sarebbero maggiormente apprezzati l'accesso al sistema CUP per prenotare prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale presso le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate e il pagamento dei ticket e il ritiro dei referti; anche un aumento delle iniziative di prevenzione sarebbe apprezzato.

Tra gli over 75 risultano importanti anche i servizi di supporto all'Assistenza Domiciliare e la consegna di farmaci a domicilio, opzione preferita anche da chi vive nelle zone rurali. Con riferimento al sistema CUP, gli italiani apprezzerebbero che tutte le strutture sanitarie regionali fossero in rete (71% del campione) e che fosse disponibile la prenotazione on-line senza dover ricorrere all'operatore telefonico (68%). Gli over 65 e gli abitanti della maggior parte delle Regioni del Sud chiedono anche che sia garantito un tempo limitato di attesa al telefono.

(Sintesi redatta da: Anna Costalunga)

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LinguaItaliano
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Data dell'articolo2022-04-11
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Fontewww.redattoresociale.it
Approfondimenti Onlinewww.redattoresociale.it/article/notiziario/welfare_il_97_degli_italiani_favorevole_alle_case_della_comunita
Subtitolo in stampawww.redattoresociale.it, 11-04-2022
Fonte da stampare(Sintesi redatta da: Anna Costalunga)
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Parole chiave: Benessere Ricerca Welfare