Obesità e Alzheimer. Tutto da ripensare

Una ricerca condotta su due milioni di britannici per venti anni sconvolge le convinzioni mediche che legavano l'obesità al rischio della demenza. La ricerca, infatti, ha rivelato che le persone magre tra i 40-55 anni hanno nella loro vecchiaia il 34% di probabilità in più di contrarre l'Alzheimer rispetto alla persone di peso normale. Il risultato più eclatante però è quello che riguarda le persone obese (IMC superiore a 40) che in vecchiaia vedono questo rischio diminuire del 29% rispetto alle persone di peso normale. Gli autori...  CONTINUA

Centro Studi 50&Più: diamo qualche numero

E’ passato poco più di un anno da quando siamo approdati su Facebook. 
Più precisamente, il 13 novembre 2015, con un post sulla “Condizione abitativa degli anziani che vivono in case di proprietà” iniziava l’avventura social del nostro Centro Studi. Un percorso che, dati alla mano, si è dimostrato carico di soddisfazioni, restituendo una visibilità in costante ascesa dei nostri articoli e delle nostre proposte di lettura. Ne approfittiamo dunque per dare qualche numero, una piccola fotografia che immortala l’evoluzione del...  CONTINUA

Fumare, un rischio maggiore per le donne over 55

Uno studio finlandese pubblicato sulla rivista Stroke, condotto per 9 anni su 65.000 individui fumatori, ha evidenziato come il fumo, come fattore di rischio, sarebbe presente in circa un terzo di tutti i casi di emorragia subaracnoidea. 
Le donne sono soggette a queste emorragie con una frequenza quasi due volte maggiore rispetto agli uomini. Soprattutto le donne in menopausa. Questa differenza tra i due sessi sarebbe determinata dal fatto che il fumo può comportare un abbassamento dei livelli di estrogeni e causare una...  CONTINUA

Il colesterolo cattivo mette a rischio la mente degli anziani

Troppe variazioni nei livelli di colesterolo cattivo possono contribuire a danneggiare le funzioni cognitive. Lo studio è stato condotto presso l'università di Leida in Olanda. Sono stati monitorati 4428 anziani tra i 70 e gli 82 anni, sottoponendoli a test cognitivi molti semplici con il risultato che chi aveva maggior concentrazione di colesterolo cattivo nel sangue risultava avere un significativo rallentamento di ragionamento; ad esempio, impiegava quasi 3 secondi in più per leggere, in un test dei colori, la parola "...  CONTINUA

Studio sulla corrispondenza tra demenza senile e tratti della personalità

Ricercatori dell'Università di Bologna hanno studiato la connessione tra insorgere della demenza, tratti della personalità e involuzione delle funzioni cognitive. Sono state seguite 13.987 persone per quattro anni.
Il risultato è che, per quanto modeste, le associazioni tra demenza e nevrosi, come pure tra minore declino e maggiore coscienza di sé, sono più significative rispetto a quelle tra demenza e alcune malattie come l'ipertensione, il diabete, l'obesità o il fatto di essere fumatori o fisicamente inattivi.
Si...  CONTINUA


 
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