E la siesta può essere indizio di Alzheimer

Frequenti attacchi di sonno durante il giorno potrebbero essere indizio della futura comparsa dell'Alzheimer. La sonnolenza diurna, in particolare negli anziani, è associata infatti ad un aumento dell'accumulo di una proteina considerata importante indizio della malattia. A individuare l'associazione è uno studio pubblicato sulla rivista Jama Neurology che getta ulteriore luce sul legame tra sonno e Alzheimer. I ricercatori  si sono concentrati sull'accumulo della proteina beta amiloide in alcune aree del cervello, che si manifesta...  CONTINUA

L'elisir di lunga vita e i suoi segreti. Metodo rivoluzionario sui Sibillini

E' per certi versi rivoluzionaria l'intuizione del dottor Lando Siliquini, che attraverso studi e ricerche approda ad un concetto di dieta mediterranea propria della fiabesca zona dei monti  Sibillini. A Comunanza (AP), Siliquini analizza nella sua pubblicazione "Dieta Mediterranea, il Tempio della Sibilla", lo stile di vita e tutti gli aspetti riscontrabili e vivibili in questo territorio, che racchiude bene i segreti della straordinaria longevità delle persone che qui vivono. Ci sono anche diversi ultranovantenni e...  CONTINUA

Meglio grassi e in forma o magri in affanno?

Diversi studi negli ultimi decenni hanno evidenziato come non sempre un peso eccessivo possa influire sulla longevità: infatti si è visto che chi è in buona forma, indipendentemente dal peso, è più protetto. Quello che è più dannoso, spiega Ferruccio Santini, presidente eletto della Società Italiana dell’Obesità è il grasso viscerale attorno agli organi, responsabile della pancia. Quindi tra indice corporeo e misura del girovita la seconda è più indicativa. Inoltre la quantità relativa di grasso e muscoli fa la differenza, poiché...  CONTINUA

"Per la riabilitazione cognitiva cresce lʼefficacia nelle demenze"

Al XIII Congresso nazionale Sindem, associazione specialistica per le demenze, Paolo Maria Rossini, ordinario di Neurologia all’Università Cattolica parlerà dei nuovi trattamenti per le persone con Alzheimer nella fase iniziale della malattia. Si è visto che con alcune procedure di riabilitazione cognitiva associate a stimolazione elettromagnetica del cervello ci sono stati promettenti risultati. Il metodo NeuroAd, questo il nome del trattamento, non è invasivo e va eseguito cinque giorni a settimana per sei settimane. Dopo sei...  CONTINUA

Una carezza al robot per invecchiare con più umanità

Sono cinquemila le case di riposo che in Giappone usano robot per aiutare i loro ospiti. Ma oltre a raccogliere oggetti e tenere tutto sotto controllo, la loro missione è anche tenere compagnia agli anziani: ci sono cybercani che si fanno coccolare e trainer umanoidi che impartiscono lezioni di ginnastica. L’amore per i robot da parte dei giapponesi è noto, grazie a una letteratura piena di fumetti e anime, aiutata forse anche dall’esegesi scintoista, il credo più seguito nel paese, che potrebbe attribuire anche ai robot uno...  CONTINUA


 
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