Uno studio pubblicato su Nutrition, Metabolism &Cardiovascular Diseases ha esaminato 245 anziani, in 60 case di cura in Australia, con un’età media di circa 87 anni.
L’obiettivo era capire se una maggiore assunzione di latte, yogurt e formaggio potesse, oltre a contrastare carenze di calcio e proteine e ridurre il rischio di cadute, influire negativamente sui lipidi nel sangue incrementando così il rischio cardiovascolare.
Una parte del campione ha aumentato il consumo in media a 3,5 porzioni di latticini al giorno, contro le 2 del gruppo di controllo. Dopo 12 mesi, non sono state rilevate differenze significative nei livelli di lipidi tra i due gruppi.
Il tema dell’assunzione di latte e formaggi in una dieta equilibrata è oggetto di dibattito, con alcune ricerche che ne evidenziano i benefici e altre che mettono in guardia sui potenziali effetti negativi.
L’incremento del consumo di latticini negli anziani può perciò rappresentare una possibile strategia per migliorare non solo l’apporto di calcio, ma anche di proteine. Sono diverse le ipotesi secondo cui questa variazione della dieta negli anziani potrebbe avere effetti positivi.
In primo luogo, il calcio presente nei latticini, in combinazione con livelli adeguati di vitamina D, può contribuire ad accrescere la densità ossea, contrastando così gli effetti dell’avanzare dell’età su questo aspetto e può ridurre l’assorbimento di grassi nell’intestino.
In secondo luogo, i latticini contengono diverse sostanze bioattive, tra cui altri minerali, composti fenolici e acidi grassi essenziali che il corpo può ottenere solo attraverso l’alimentazione.
Infine, alcuni latticini fermentati come lo yogurt e il kefir contengono probiotici che possono modulare positivamente la composizione del microbiota intestinale, ossia batteri, virus e altri microrganismi che vivono nel nostro intestino contribuendo a ridurre i rischi cardiovascolari e metabolici.
(Sintesi redatta da: Lupini Lucio)