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Pesaresi Franco

Le cure domiciliari e la telemedicina nel PNRR

Prospettive Sociali e Sanitarie, 2/2022, 2022, pp.5-9

Uno dei principali investimenti previsti dal PNRR riguarda lo sviluppo delle cure domiciliari e degli strumenti di telemedicina per prendere in carico, entro la metà del 2026, il 10% della popolazione di età superiore ai 65 anni, in particolare coloro con una o più patologie croniche e/o non autosufficienti. L’aumento di spesa per il personale del SSN necessario a garantire, nel periodo 2022-2026, la crescita dell’assistenza domiciliare verrà sostenuto per il 48% da risorse statali e per il 52% da risorse per il PNRR, ma i problemi sorgeranno nel 2027 quando non saranno più disponibili le risorse del Recovery plan.

 Mancheranno per il personale 1,1 miliardi, che il PNRR afferma di reperire con i risparmi che deriveranno dalla riorganizzazione sanitaria che punta alla riduzione delle ospedalizzazioni ad alto rischio di inappropriatezza relative alle malattie croniche, alla riduzione degli accessi inappropriati nei pronto soccorsi relativi ai codici bianchi e verdi e alla riduzione della spesa farmaceutica relativa a tre classi di alto consumo di farmaci. Ma l’aspetto che più preoccupa è che secondo il Recovery plan non cambierà la tipologia di cure domiciliari che verranno erogate. Attualmente le ore di assistenza domiciliare che mediamente vengono erogate ad ogni anziano è di sole 18 ore annue.

 Questo vuol dire che le cure domiciliari vengono erogate solo per due o tre mesi, magari dopo una dimissione ospedaliera. Quindi tutti i malati non autosufficienti che hanno bisogno per anni delle cure domiciliari sono esclusi da questo tipo di assistenza. Inoltre, nulla si dice sulla necessità di affiancare agli interventi domiciliari di natura medico-infermieristica anche quelli – oggi marginali – di sostegno nelle attività fondamentali della vita quotidiana, che la non autosufficienza preclude all’anziano di poter compiere da solo.

Per potenziare le cure domiciliare saranno attivate 600 Centrali operative territoriali (COT), per coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari. Le COT saranno dotate dei mezzi tecnologici per garantire il controllo remoto dei dispositivi di telemedicina forniti ai pazienti, sosterranno lo scambio di informazioni tra gli operatori sanitari, costituiranno un punto di riferimento per i caregiver e fungeranno da punto di riferimento in caso di ulteriori necessità assistenzialidel paziente.

All’interno di questo intervento si inserisce l’investimento rivolto alla telemedicina, attraverso il finanziamento di progetti proposti dalle Regioni sulla base delle priorità e delle linee guida definite dal Ministero della Salute, con l’obiettivo di migliorare la gestione dei pazienti con malattie croniche e, in particolare, degli over 65 anni. La misura prevede di creare in ogni ASL un sistema di interconnessione dei dati clinici (derivanti anche da dispositivi medici, quali, ad esempio, i pacemaker) che consenta la loro disponibilità in tempo reale sul cloud.

(Sintesi redatta da: Anna Costalunga)

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Autore (Cognome Nome)Pesaresi Franco
Casa Editrice, città
Collana
Anno Pubblicazione2022
Pagine5-9
LinguaItaliano
OriginaleSi
Data dell'articolo19000101
Numero2/2022
Fonte
Approfondimenti Online
FonteProspettive Sociali e Sanitarie
Subtitolo in stampaProspettive Sociali e Sanitarie, 2/2022, 2022, pp.5-9
Fonte da stampare(Sintesi redatta da: Anna Costalunga)
Volume
Approfondimenti
Pesaresi Franco
Attori
Parole chiave: Assistenza Domiciliare Welfare