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Milella Liana

Via libera solo da strutture pubbliche. Ecco cosa cambia

La Repubblica, 26-09-2019, p.4

La Consulta ha decretato che non è penalmente punibile chi aiuta coloro che hanno deciso di morire, che è legittimo soltanto in ipotesi molto circoscritte. Infatti questo aiuto è legittimo solo verso persone con una malattia irreversibile, tenute in vita da trattamenti medici di sostegno, che patiscono intollerabili sofferenze fisiche e psicologiche ma in grado di decidere liberamente e consapevolmente. Questi paletti posti dalla Corte sono indispensabili per evitare che si possa abusare di soggetti deboli, fragili, facilmente manipolati, la cui vita, invece, va rigorosamente tutelata. Ad esempio il caso di anziani, anche se molto malati e con un forte desiderio di morire, nonrientra tra condizioni che la Corte ha stabilito. Nel caso la persona non sia più in grado di intendere e di volere, deve lasciare con le Dat, disposizioni anticipate di trattamento, le indicazioni su come vuole che siano gestiti i trattamenti sanitari cui si potrebbe essere sottoposti. Se invece una persona rientra nelle situazioni decretate dalla Consulta e vuole essere aiutato a morire, le sue condizioni dovranno essere verificate esclusivamente dalle strutture sanitarie pubbliche. La Corte non si è espressa rispetto alle obiezioni di coscienza e ritiene comunque che una legge si ‘indispensabile’. Finché il Parlamento non legiferà, toccherà ai giudici stabilire, caso per caso la legittimità dell’aiuto.

(Sintesi redatta da: Balloni Flavia)

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Autore (Cognome Nome)Milella Liana
Casa Editrice, città
Collana
Anno Pubblicazione2019
Pagine4
LinguaItaliano
OriginaleSi
Data dell'articolo2019-09-26
Numero
Fonte
Approfondimenti Online
FonteLa Repubblica
Subtitolo in stampaLa Repubblica, 26-09-2019, p.4
Fonte da stampare(Sintesi redatta da: Balloni Flavia)
Volume
Approfondimenti
Milella Liana
Attori
Parole chiave: Etica Fine vita Ospedale Suicidio