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Da una molecola contro l’Alzheimer, una possibile cura per il coronavirus

www.agi.it, 13-03-2020

Secondo Sabatino Maione, professore ordinario di Farmacologia della Facoltà di Medicina dell'Università Vanvitelli di Napoli, si potrebbe utilizzare la palmitoiletanolamide ultra-micronizzata, una molecola sviluppata per contrastare malattie come Alzheimer e Parkinson, come coadiuvante nel contrasto all’infezione da coronavirus.

In caso di infezione il corpo attiva un processo infiammatorio difensivo ma che in alcune condizioni, se persiste, può diventare patologico debilitando il sistema immunitario. E' questo che accade con il contagio da coronavirus, di fronte al quale - spiega - l'organismo presenta un deficit immunitario.

"Il coronavirus è un agente esterno di cui non abbiamo conoscenza, la nostra memoria immunitaria non ha esperienza pregressa per cui il fenomeno infiammatorio che si scatena diventa presto incontrollabile: l'attivazione del mastocita, cellula del sistema immunitario fortemente rappresentata nella mucosa del tratto respiratorio, scatena una tempesta di citochine, mediatori dell'infiammazione -  spiega l'esperto -. La conseguenza è una disregolazione del sistema immunitario.

L'infiammazione - continua - aumenta e mantiene i processi patologici indotti dall'infezione virale soprattutto nel soggetto anziano che ha già un sistema immunitario compromesso. Quindi un intervento mirato alla regolazione del sistema immunitario, direzionando quest'ultimo verso la produzione di cellule immunitarie protettive, potrebbe coadiuvare in parte il trattamento terapeutico ". Inoltre, il rischio effetti collaterali di PEA-um è basso.

"La palmitoiletanolamide ultra-micronizzata, sostanza endogena, non tossica e dal forte potere anti-infiammatorio - dice Maione - è in grado di controllare l'iper-attivazione del mastocita.

La proposta dell'esperto consiste quindi nell'utilizzarla come terapia coadiuvante, insieme ai farmaci già in via di somministrazione. "Potrebbe essere somministrata a pazienti di ogni età, ovvio è - conclude il farmacologo - che per un paziente anziano, già debilitato o con un sistema immunitario più fragile, questa molecola potrebbe essere un aiuto in più".

(Sintesi redatta da: Anna Costalunga)

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Data dell'articolo2020-03-13
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Fontewww.agi.it
Approfondimenti Onlinewww.agi.it/cronaca/news/2020-03-13/coronavirus-alzheimer-napoli-universit-parkinson-7488018/
Subtitolo in stampawww.agi.it, 13-03-2020
Fonte da stampare(Sintesi redatta da: Anna Costalunga)
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