(function() { var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true; ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://' : 'http://') + 'stats.g.doubleclick.net/dc.js'; var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s); })();
Iscrizione newsletter Chiudi

Registrati alla Newsletter, per essere sempre aggiornato.

* Campo obbligatorio

Indirizzo Email

*

Nome

Cognome

Tipologia Utente:

*
*
Carta d'Identità Centro Studi 50&Più Chiudi

Franzese Giusy

Paese sempre più vecchio. Persi 3 milioni di under 35

Il Messaggero, 16-05-2024

Paese sempre più vecchio. Persi 3 milioni di under 35

L'Istat ha fatto sapere nel suo rapporto annuale 2023 che sono i giovani adulti, quelli nella fascia d'età 18-34 anni, a essere i principali protagonisti del calo demografico in atto nella società italiana. 

Sono diminuiti soprattutto nel Mezzogiorno, proprio quell'area che nel periodo del miracolo economico degli Anni '60 era considerata il serbatoio di capitale umano a cui attingevano le altre zone più sviluppate del Paese. In seguito, anche le donne del Sud hanno iniziato a fare meno bambini, perché crescerli costa, e perché gli aiuti esterni - a partire dagli asili - sono scarsi se non addirittura inesistenti. Una situazione dovuta anche alle condizioni economiche meno floride delle regioni meridionali, situazione che ha dato una nuova spinta ai flussi migratori. Poi, una volta andati via - per studiare, per trovare più opportunità - questi giovani del Sud difficilmente tornano lì dove sono nati.

Anche il Mezzogiorno invecchia: negli ultimi venti anni il calo della popolazione giovane è stato del 28,6% contro il 19,3% del Centro-Nord dove - spiega il rapporto - «il fenomeno è attenuato da saldi migratori positivi e dalla maggiore fecondità dei genitori stranieri».

Sono le aree interne e le zone rurali ad aver subito in questi venti anni il maggior calo di popolazione giovane.
 La fotografia dell'Istat ci mostra un'Italia che proprio non sembra un Paese "per i giovani". È la fascia di età che ha più difficoltà di tutte a trovare un lavoro e spesso si deve accontentare di stipendi bassi, di contratti precari o part-time, di occupazioni sottodimensionate rispetto a desideri, sogni, e soprattutto percorsi di studio.

Precarietà e incertezze hanno impatti evidenti sullo stile di vita dei giovani maggiorenni under 35: nel 2022 il 67,4% vive ancora a casa con i genitori (erano il 59,7% nel 2002). In alcune regioni, come Campania e Puglia, si arriva addirittura al 75%. Le proiezioni sono dunque drammatiche: tra 20 anni la popolazione residente in Italia avrà perso tre milioni di persone e tra 50 anni gli italiani saranno 8,6 milioni in meno.

(Sintesi redatta da: D'Amuri Vincenzo)

Scarica file allegato
TORNA ALLA PAGINA PRECEDENTE     AGGIUNGI AI PREFERITI     I MIEI PREFERITI
Autore (Cognome Nome)Franzese Giusy
Casa Editrice, città
Collana
Anno Pubblicazione2024
Pagine
LinguaItaliano
OriginaleSi
Destinatari
  • Studenti e ricercatori
  • Persone anziane
Data dell'articolo2024-05-16
Numero
Fonte
Approfondimenti Online
FonteIl Messaggero
Subtitolo in stampaIl Messaggero, 16-05-2024
Fonte da stampare(Sintesi redatta da: D'Amuri Vincenzo)
Volume
Approfondimenti
Scarica file allegato
Franzese Giusy
Attori
Parole chiave: Analisi demografica