Far convivere i minori che vivono in comunità insieme agli anziani ospitati nelle Rsa è una realtà anche in Italia, sebbene si tratti di pochi, rari esempi. Uno è quello del Villaggio Emmaus Casa Betania di Roma il cui edificio ospita in un'ala la Rsa e nell'altra due appartamenti con altrettante comunità per minori. A raccontare questa esperienza capitolina in linea con un recente esperimento canadese è Giovanni Fulvi, presidente del Coordinamento nazionale delle comunità per minori (Cncm).
Nell'esperienza di Villaggio Emmaus Casa Betania, gli anziani autosufficienti e i ragazzi partecipano ai momenti del pasto e a quelli di festa, condividono gli spazi all'aperto, come il parco e il cortile presenti nella struttura. Una possibilità apprezzata da entrambe le parti: sia gli anziani che i bambini e ragazzi chiedono di potersi rivedere. "Ovviamente - sottolinea Fulvi- il Covid-19 non ha più permesso questi incontri, determinando una difficoltà maggiore per gli anziani ".
Delineare un'azione politica che vada in questa direzione dovrebbe essere un obiettivo in ambito di politiche sociali, a livello regionale/territoriale. Prima di tutto, bisognerebbe partire dal fatto che oggi le Rsa si trovano quasi sempre in zone più isolate, mentre le case famiglia hanno tra i requisiti necessari la vicinanza ai servizi, l'essere all'interno del quartiere per consentire ai ragazzi di usufruire di tutto a piedi. Gli anziani restano sicuramente più isolati una volta entrati nelle Rsa, mentre i ragazzi delle comunità per minori frequentano la scuola, le strutture sportive, il quartiere. Bisognerebbe quindi ragionare, prima di tutto, su come consentire una maggiore integrazione per permettere a questi gruppi di vivere una normalità, in particolare agli anziani.
Tuttavia l'integrazione tra le realtà che ospitano i minori e quelle che ospitano gli anziani è un'operazione delicata anche sul fronte psicologico. Bisogna stare attenti a non pensare che i ragazzi siano terapeutici per gli anziani ma puntare sulla reciprocità, considerando quanto questo tipo di esperienze possano aiutare i bambini e gli adolescenti a riscoprire delle figure adulte positive, di anziani, di nonni che non siano problematiche, ma, piuttosto, capaci di prendersi cura di loro.
(Sintesi redatta da: Anna Costalunga)