In Svezia sono stati resi noti i risultati preliminari della Commissione che indaga sulla gestione della pandemia di coronavirus, stabilita in particolare per spiegare le ragioni di numeri così alti di morti (7.667) e contagi (341mila), per nulla paragonabili a quelli degli altri Paesi scandinavi. Un situazione in cui a pagare è stata la fascia più anziana della popolazione.
Dall’analisi presentata risulta anzitutto una cattiva gestione delle case di riposo. Esistevano già “carenze strutturali note da tempo, a causa delle quali il sistema di assistenza si è trovato impreparato e poco equipaggiato di fronte alla pandemia”, ha denunciato la commissione, evidenziando la mancanza di equipaggiamento protettivo per il personale, oltre ai ritardi nei test e nel vietare le visite dall’esterno.
Sotto accusa anche la frammentazione del sistema sanitario e di assistenza agli anziani, diviso fra 21 regioni, 290 municipalità e diversi enti privati. “La responsabilità di queste carenze è del governo in carica e di quelli che l’anno preceduto”, afferma il rapporto, notando che il 90% dei morti da covid era ultra settantenne, la metà dei quali ospite di case di riposo.
Istituita a giugno, la commissione d’inchiesta è composta da scienziati politici, esperti di management e di sanità. Le conclusioni definitive arriveranno a febbraio 2022.
(Sintesi redatta da: Anna Costalunga)