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Costalunga Anna

Ridisegnare i modelli urbani abitativi per la terza età

07-02-2023

Alla luce dei mutamenti sociali e demografici intervenuti nella società odierna, è necessario ripensare i modelli abitativi divenuti ormai inadeguati. Una posizione sostenuta anche nella riunione del Cnel del 14 luglio 2022 dall’Osservatorio nazionale sulle politiche abitative e di rigenerazione urbana. Lo stesso ha evidenziato, tra l’altro, i numeri del disagio abitativo. In particolare è emersa la situazione difficile degli anziani, fenomeno crescente e sottostimato, nonostante sia relazionato al tema dell’isolamento e della solitudine. E questo malgrado più dell’80% di loro sia proprietaria della casa nella quale vive (2° Rapporto Abitare e Anziani 2015 su dati Istat), e il 40% dei proprietari nella fascia tra 51 e 70 anni, siano tendenzialmente più anziani degli inquilini, con i più anziani che possiedono immobili di maggior pregio.

Tra le varie soluzioni su cui riflettere una si potrebbe basare sul considerare la casa come componente del servizio all’abitare, che non i esaurisce col possesso dell’abitazione, ma necessita di una pluralità di servizi (condomini solidali, badante di condominio, infermiere di comunità). Anche ripensare ai modelli abitativi potrebbe assicurare una soluzione adeguata alla terza età: basti pensare alle variegate forme di cohousing (incluse quelle di carattere intergenerazionale), diversamente diffuse anche in Italia. Terza via,  indicata dall’OMS,  è quella di considerare le caratteristiche che il contesto urbano deve assumere perché l’anziano autosufficiente mantenga l’autonomia economica e le relazioni sociali necessarie per il suo benessere e per quello della comunità nella quale vive (empowerment).

Un’altra linea di intervento può essere quella di coinvolgere nella ricerca delle modalità abitative i diversi titolari delle politiche di welfare, a partire dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Questo in particolare per quanto riguarda gli interventi di assistenza sociale nei confronti di anziani immigrati o sfruttati o comunque non in possesso di un’abitazione propria. Naturalmente per procedere a quella che si può considerare una “rivoluzione” nell’abitare, è necessario anche l’intervento del Terzo settore sia nella fase della progettazione che in quella della realizzazione. In conclusione siamo davanti ad una molteplice sfida: da un lato trasformare la cultura della casa da bene di investimento a bene di servizio, dall’altro mettere al centro delle politiche di rigenerazione urbana i servizi sociali e civili, ricorrendo dove possibile alla riqualificazione dei beni immobiliari pubblici e privati.

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Autore (Cognome Nome)Costalunga Anna
Casa Editrice, città
Collana
Anno Pubblicazione2023
Pagine
LinguaItaliano
Data dell'articolo19000101
Numero
Fonte
Approfondimenti Online
Subtitolo in stampa07-02-2023
Fonte da stampare
Volume
Approfondimenti
Costalunga Anna
Attori
Parole chiave: Abitazione Cohousing