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Costalunga Anna

Il cohousing per gli anziani attivi: i modelli di Treviso e Roma

21-10-2021

A Treviso tra il 2002 e il 2021 l’età media è passata da 41,6 a 45,5 anni, l’indice di anzianità è aumentato da 124 a quasi 170 ed il numero dei pensionati tra il 2014 e il 2015 è aumentato dell’86%. L’Israa (Istituto di servizi di ricovero e assistenza agli anziani), un’istituzione pubblica di assistenza, ha realizzato un progetto di cohousing - finanziato in parte dall’Unione Europea con fondi Fesr 2014-2020 - recuperando alcuni edifici storici all’interno delle mura. Gli edifici sono efficientati da un punto di vista energetico e dedicati alla quotidianità degli anziani. I nuovi affittuari hanno un'età differente, eppure tutti sono definiti anziani. «Parlare genericamente di anziani è fuorviante», spiega Franca Maino direttrice di Percorsi di secondo welfare, «Tra i neopensionati e le persone vicine al secolo d’età ci sono trent’anni di differenza, e nel mezzo esistono bisogni e disponibilità che cambiano».

Gli esperti, ormai, individuano almeno tre diverse fasce di anziani (tutte con le relative eccezioni). La prima - all’incirca tra 65 e 74 anni - è composta prevalentemente da persone attive e del tutto autonome, che spesso sono fondamentali per il welfare in un Paese che offre ai genitori pochi asili nido pubblici e meno giorni di permessi genitoriali rispetto alla media europea. La seconda fascia è invece costituita dagli over 75 anni che non hanno ancora raggiunto gli 85 anni: iniziano a presentare acciacchi e bisogni crescenti di assistenza, ma spesso sono ancora attivi e autonomi. La terza, infine, corrisponde agli over 85 che necessitano di assistenza e perdono gradualmente l’autonomia nella vita quotidiana. Attualmente il sistema di assistenza agli anziani è molto frammentato e fa in parte affidamento su strutture come le Rsa. Per il resto gli anziani non autosufficienti rimangono in carico alle famiglie. Nel complesso, in sostanza, viene fornita quasi esclusivamente ad anziani già non autosufficienti mentre i servizi per gli anziani ancora autonomi scarseggiano.

Israa, con il progetto cohousing, investe proprio sugli anziani che godono di buona salute. Una buona qualità di vecchiaia  è infatti importante: garantisce aiuti alle famiglie e l'abbattimento di spese sanitarie e assistenziali. Il punto di forza del modello di Treviso è investire su persone che sono ancora autonome ma che, senza l’appoggio del cohousing, finirebbero con lo sviluppare malattie croniche o condizioni di vita solitarie. Pur essendo un modello esportabile, il caso presenta alcune peculiarità. Anzitutto le abitazioni, edifici storici - già per questo familiari ai nuovi residenti - e di pregio, sono in centro città e dunque servite da attività commerciali e mezzi pubblici. Il tessuto sociale del quartiere è facoltoso, tranquillo e disponibile ai rapporti umani, ed è risultato fondamentale per la realizzazione del progetto.

Secondo Franca Maino, infatti, «i rapporti umani sono il vero ingrediente che consente un rallentamento dell’invecchiamento dei nostri anziani. Farli vivere nel centro della vita cittadina e di quartieri, in luoghi belli e socialmente ben disposti può rendere il trasferimento dell’anziano meno traumatico e quindi più efficace». Lo stesso Pnrr prevede linee guida per il finanziamento dell’anziano non autosufficiente ma latitano i fondi per ritardare l’ingesso dell’anziano nella fase della mancanza di autonomia. Per questo modelli come quello di Treviso diventano importanti.

Nel 2021 l'indice di vecchiaia per il comune di Roma raffigura 181,3 anziani ogni 100 giovani. Casa Giada è il terzo esempio di cohousing nella Capitale gestito da Irasp. Anche qui lo scopo è creare sul territorio un modello di assistenza in grado di differenziare l’offerta in base alle esigenze degli ospiti, sostenendo l’invecchiamento attivo e il mantenimento dell’autonomia dei “giovani anziani”. A Casa Giada gli ospiti condividono gli ambienti e la loro gestione, affiancati da operatori sociosanitari nel ruolo di mediatori della convivenza. L’arredamento degli spazi e la gestione del servizio sono sostenuti dall’Unione europea - Fondi Strutturali e di Investimento europei, nell’ambito del Programma Operativo Città Metropolitane 2014-2020.

Il servizio è all'interno di un edificio di proprietà capitolina, dove l'Amministrazione intende creare un Polo integrato per servizi agli anziani fragili. Nei piani superiori sono in conclusione i preparativi per aprire due comunità alloggio per persone anziane, sempre attraverso un accordo di collaborazione con Irasp, mentre al piano terra avrà spazio la Asl per ambulatori e servizi amministrativi e al primo piano troverà posto un Centro Alzheimer. Secondo l'assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale Veronica Mammì: "La rivoluzione attraverso i cohousing è fondamentale, perché punta a superare gradualmente le forme di ospitalita', incentrate su un approccio assistenzialistico, e potenziare invece la valorizzazione personale e quella che potremmo definire una 'autonomia solidale', in un contesto simile a quello familiare”. L'obiettivo finale, come a Treviso, è sempre di favorire autonomia, relazioni e qualita' della vita.

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Autore (Cognome Nome)Costalunga Anna
Casa Editrice, città
Collana
Anno Pubblicazione2021
Pagine
LinguaItaliano
Data dell'articolo19000101
Numero
Fonte
Approfondimenti Online
Subtitolo in stampa21-10-2021
Fonte da stampare
Volume
Approfondimenti
Costalunga Anna
Attori
Parole chiave: Autonomia Cohousing Qualità della vita