Quante vite viviamo in una sola esistenza? Rita, 73 anni, dopo la morte di suo marito sentiva che la sua stava finendo. «Mia figlia era divisa tra lavoro e famiglia. Nel mio paesino c’erano poche persone con le quali uscire o passare del tempo. Dopo una vita trascorsa a prendermi cura dei suoceri, dei miei genitori, di un fratello e di mio marito malato per anni, mi aggiravo nella mia casa vuota e sentivo di non avere più uno scopo. Ho iniziato a deprimermi», racconta. Poi, un giorno, Rita è caduta. Un problema a una vertebra ha reso necessario il ricovero in una Rsa, una struttura per anziani non autosufficienti. «Mia figlia mi ha detto: “Mamma, sono andata a vederla. È un
posto bellissimo”. Ma io, dentro di me, pensavo: questi sono i luoghi dove la gente va a morire».
Rita non immaginava che, invece, lì sarebbe rinata. E che a distanza di un anno, non solo avrebbe scelto di restarci («adesso vivo al primo piano, dove c’è un co-housing per persone autosufficienti», spiega), ma si sarebbe anche inventata un’attività: «Cucio, riparo i vestiti degli altri. Lavoro a maglia. Mi prendo cura di due uccellini, ogni mattina pulisco la gabbia, cambio l’acqua, do il cibo. Poi vado ad aggiornare i calendari della struttura».
(Sintesi redatta da: D'Amuri Vincenzo)