Assistono familiari non autosufficienti, svolgendo un lavoro di cura gratuito. Dal supporto psicologico all’esigenza di conciliare lavoro e assistenza, fino alla necessità di una legge che li tuteli: i bisogni dei caregiver secondo le associazioni dei pazienti. Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Assistono un familiare non autosufficiente e bisognoso di assistenza continua, a causa di una malattia, dell’età avanzata o di una disabilità, svolgendo un «lavoro» di cura gratuito, che va dal sostegno nelle attività quotidiane alla gestione delle terapie, fino al disbrigo di pratiche burocratiche. Secondo i dati dell'Istat, i careviger familiari sono circa sette milioni, un «esercito» silenzioso e invisibile. Ma chi sono? Quali sono i loro bisogni e i loro diritti? Che ruolo può svolgere la tecnologia per migliorare la qualità di vita dei caregiver?
Ne hanno discusso rappresentanti di Associazioni di pazienti e familiari nel corso di un incontro online, «Caregiver, supereroi sconosciuti», organizzato dalla startup «Prossima», che ha sviluppato un'applicazione Clara-Careving & Life, basata sull'Intelligenza Artificiale, al servizio di chi assiste.
In base ai dati dell'Istat, si stima che in Italia siano circa 7 milioni i caregiver che si prendono cura di una persona cara non autosufficiente. Sono coniugi, genitori, figli, fratelli, sorelle, nipoti, costretti a districarsi tra assistenza e lavoro e/o impegni scolastici. Eppure, sono «invisibili», spesso lasciati soli a svolgere questo ruolo, a fronte di un sistema di welfare lacunoso.
Secondo un’indagine commissionata dalla start-up «Prossima», la cura delle persone fragili ricade prevalentemente all’interno della famiglia: in nove casi su dieci i caregiver sono figli di un genitore anziano. Sono soprattutte le donne (fra i 45 e i 64 anni) a prendersi cura dei loro cari, ma emerge anche un dato preoccupante: nel 6,6 per cento dei casi sono giovani tra i 15 e i 24 anni ad assistere un familiare «fragile».
In media assistono i familiari per circa 23 ore a settimana e si occupano principalmente di accudire, somministrare farmaci e fare medicazioni, accompagnare la persona cara in ospedale e altrove.
Danno, poi, un importante supporto emotivo ai cari che assistono, in genere familiari conviventi (soprattutto genitori, fratelli, nonni). Un impegno di cura che condiziona la vita dei giovani caregiver: l’87% dice di aver avuto difficoltà a scuola e il 6% è stato vittima di bullismo per il suo ruolo di caregiver in famiglia.
(Sintesi redatta da: D'Amuri Vincenzo)